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Il raffrescamento evaporativo industriale e il ricambio dell’aria

Uno dei punti di forza dei raffrescatori evaporativi adiabatici rispetto agli usuali climatizzatori a gas refrigerante è il fatto di funzionare a finestre aperte, garantendo il ricircolo naturale dell’aria. Di solito questa è una caratteristica molto apprezzata negli impianti di raffrescamento che Art-Eco progetta e installa in ambienti industriali, come capannoni, reparti produttivi, magazzini e spazi per la logistica in generale, perché rende possibile lo smaltimento degli odori sgradevoli e degli agenti patogeni.

Esistono tuttavia alcune lavorazioni industriali, in particolare nei settori alimentare, chimico e farmaceutico, che devono essere eseguite necessariamente in ambienti di lavoro con finestre chiuse, per evitare possibili contaminazioni. Per venire incontro alle esigenze delle aziende che operano in questi settori, Art-Eco ha elaborato quindi diverse soluzioni progettuali che permettono di conciliare il bisogno di evitare le contaminazioni dall’ambiente esterno con quello di creare un microclima gradevole per i lavoratori, in modo ecosostenibile e conveniente dal punto di vista dei costi di gestione. Per noi di Art-Eco, infatti, al centro del nostro lavoro ci sono sempre l’uomo, che deve potere lavorare ogni giorno in un ambiente salubre, con valori di temperatura e umidità ottimali per la propria salute, e l’ambiente naturale, che deve essere preservato, riducendo i consumi energetici eccessivi e l’impiego di sostanze chimiche di difficile gestione ecologica.

Il progetto degli impianti di raffrescamento industriale con estrattori d’aria

Come abbiamo già spiegato più diffusamente in un altro articolo del nostro magazine, il principio fisico su cui si basano i raffrescatori evaporatori adiabatici è del tutto differente da quello dei condizionatori d’aria tradizionali. In sostanza, il raffrescamento avviene spingendo, mediante semplici ventilatori industriali, l’aria proveniente dall’esterno a passare attraverso dei pannelli irrorati di acqua. In questo modo, essa si rinfresca e acquisisce le caratteristiche ottimali per rendere gradevole il microclima dell’ambiente di lavoro in cui i raffrescatori industriali sono stati installati, ma ha bisogno poi di poter uscire verso l’esterno per fare spazio a nuova aria raffrescata e mantenere così in modo costante il livello di temperatura raggiunto.

Abitualmente il fatto di poter tenere porte e finestre aperte in un ambiente raffrescato è un vantaggio, sia per motivi pratici – in molti casi, infatti, è indispensabile avere varchi aperti verso l’esterno per il passaggio di merci e materie prime –, sia per evitare che virus e batteri possano proliferare in ambienti privi di ricircolo d’aria. Quando, però, occorre assicurare che tutta l’aria in transito in un reparto produttivo sia filtrata, come accade nelle lavorazioni alimentari, ad esempio, bisogna assicurare che il ricambio dell’aria sia realizzato interamente in modo artificiale, in modo da escludere qualsiasi contaminazione esterna. Per questo motivo, i progetti di Art-Eco per questo tipo di aziende prevedono sempre l’impiego di estrattori d’aria industriali che assicurano il ricircolo forzato dell’aria nell’ambiente raffrescato. Per scendere un po’ più nel dettaglio possiamo dire che si tratta, nella maggior parte dei casi, di torrette di estrazione che possono essere montate sui tetti degli ambienti da raffrescare e che vengono quindi dimensionate, per tipologia e numero, in base alla portata d’aria da trattare.

Raffrescatori ed estrattori per impianti convenienti ed ecosostenibili

L’efficacia degli impianti di raffrescamento industriale di Art-Eco dal punto di vista del benessere di chi lavora è provata dall’esperienza di molti nostri clienti, anche nelle situazioni in cui non sia possibile il ricambio naturale dell’aria, ma sia necessario ricorrere agli estrattori industriali.

Dal punto di vista della convenienza rispetto ai costi di gestione, invece, occorre spendere qualche parola in più, facendo un confronto con i climatizzatori tradizionali a gas refrigerante. La potenza elettrica richiesta dai motori dei climatizzatori, come è noto, viene spesa in gran parte per realizzare il ciclo frigorifero del fluido refrigerante, che deve essere compresso di tre o quattro volte almeno per poter realizzare la sottrazione di calore richiesta nella fase di evaporazione.

Invece, direzionare l’aria proveniente dall’esterno, come avviene nei raffrescatori adiabatici evaporativi, richiede potenze elettriche decisamente minori, perché si tratta sostanzialmente di accelerare un gas, convogliandolo in una particolare direzione, senza fare cambiare in modo apprezzabile la sua pressione. Allo stesso modo, gli estrattori d’aria industriali, necessari per il funzionamento dei raffrescatori quando non sia possibile ottenere in modo naturale il ricircolo dell’aria in ambienti chiusi,richiedono piccole potenze per il proprio funzionamento.

A conti fatti, come potrete vedere voi stessi richiedendo un preventivo ad Art-Eco, i costi di installazione e di gestione di un impianto di raffrescamento con estrattori d’aria sono comunque decisamente inferiori a quelli della climatizzazione tradizionale e il loro impatto ambientale, soprattutto dal punto di vista del risparmio energetico, è nettamente inferiore ad altri metodi di regolazione della temperatura negli ambienti di lavoro. Concludiamo ribadendo che il lavoro dei nostri progettisti, installatori e manutentori è fortemente orientato a ottenere in particolare questi due scopi: il miglior benessere climatico per chi lavora in capannoni e magazzini e la tutela dell’ambiente, nello spirito di una vera transizione ecologica che si realizza nei fatti, più che nelle parole.

Raffrescamento con finestre chiuse
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