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Cos’è il tasso di ricambio dell’aria?

Chi si occupa di aerazione e ventilazione degli ambienti conosce benissimo il tasso di ricambio dell’aria, ma la sua notorietà è decisamente cresciuta in questi ultimi mesi, da quando, cioè, la pandemia da Covid-19, ha costretto tutti noi ad interessarci con sempre maggiore attenzione alla qualità dell’aria che respiriamo.

Per iniziare a parlare di questo tema, però, è bene partire da una chiara definizione di tasso di ricambio d’aria. Nell’ambito della ventilazione degli ambienti, chiamiamo tasso di ricambio d’aria il rapporto tra il volume di aria che viene immesso in un’ora nell’ambiente da ventilare e il volume dell’ambiente stesso.

In altri termini, possiamo dire che il valore numerico del tasso di ricambio dell’aria – che si misura in cicli all’ora – ci dice quante volte in un’ora l’aria di un ambiente chiuso viene completamente rinnovata. Se, ad esempio, leggiamo su una delle tabelle tecniche presenti nelle normative che riguardano la ventilazione dei luoghi di lavoro che in una fonderia si consiglia usualmente un valore di tasso di ricambio d’aria pari a 30 significa, in concreto, che l’aria presente in questo particolare ambiente di lavoro deve essere rinnovata completamente per 30 volte in un’ora, ossia ben una volta ogni due minuti.

Visto che, come ormai è noto a tutti, i virus si trasmettono principalmente per via aerea, attraverso le nebulizzazioni prodotte dal respiro umano, è evidente che mantenere un elevato tasso di ricambio dell’aria si rivela una misura preventiva molto efficace per ridurre la possibilità di contagio e quindi per contrastare il diffondersi di molte infezioni virali. Non sorprende, dunque, che tutte le istituzioni sanitarie mondiali raccomandino di elevare il più possibile il valore del tasso di ricambio d’aria in ogni tipo di ambiente di lavoro e di aggregazione per contrastare la pandemia da Covid-19.

Art-Eco, che si occupa di raffrescatori adiabatici evaporativi, ha sempre messo in luce come diminuire la temperatura di un ambiente garantendo un adeguato tasso di umidità e un continuo ricambio d’aria, sia un bene per la salute di tutti coloro che vi lavorano o vi soggiornano per qualsiasi motivo. D’altra parte, tutte le nostre macchine, come vedremo meglio di seguito, sono in grado di ottenere questo duplice e importante risultato; sia per il benessere e la salute di chi occupa quegli spazi e sia per la riduzione della temperatura con un notevole aumento del tasso di ricambio dell’aria.

I raffrescatori adiabatici evaporativi e il tasso di ricambio dell’aria

Un raffrescatore evaporativo è una macchina dal funzionamento piuttosto semplice, che sfrutta un processo del tutto naturale, senza utilizzare gas esterni. In un raffrescatore adiabatico evaporativo un ventilatore industriale spinge una portata d’aria che proviene dall’esterno dell’ambiente da raffrescare attraverso un pannello a nido d’ape su cui scorre continuamente acqua.

L’aria, quindi, cede spontaneamente una parte del proprio calore all’acqua e diventa più fresca, andando a sostituire nell’ambiente raffrescato l’aria più calda che esce attraverso le aperture, come porte e finestre.


È quindi evidente che, proprio grazie al suo principio di funzionamento, un impianto di raffrescatori adiabatici evaporativi garantisce obbligatoriamente un continuo ricambio d’aria e, grazie alla possibilità di regolare la velocità dei ventilatori e quindi la portata di aria immessa, permette anche di regolare il tasso di ricambio dell’aria dell’ambiente raffrescato, in base al numero e alla tipologia delle aperture verso l’esterno.

Il beneficio dei raffrescatori evaporativi Art-Eco è quindi duplice: con il loro funzionamento sono in grado di fare diminuire la temperatura dell’aria in uno spazio determinato e, allo stesso tempo, di aumentare il tasso di ricambio dell’aria, prevenendo così la proliferazione di virus e altri agenti patogeni, oltre che eliminando l’aria viziata e i cattivi odori.

Il tasso di ricambio d’aria nei diversi ambienti lavorativi e di aggregazione

Uno degli impieghi più diffusi dei raffrescatori adiabatici evaporativi di Art-Eco è sicuramente all’interno di fabbriche, magazzini e reparti di lavorazione dove l’esigenza di rinfrescare il luogo di lavoro si unisce spesso alla necessità di avere portoni e finestrature aperte per garantire un importante ricambio di aria.

Spesso questi ambienti contengono macchinari che innalzano il carico termico e producono fumi maleodoranti se non dannosi per la salute. Ecco che, come abbiamo già sottolineato, l’esigenza di raffrescare l’ambiente si lega con quella di garantire un tasso di ricambio dell’aria non di rado con valori di 30-40 cicli all’ora.

I luoghi di lavori, però, non sono gli unici ambienti in cui i raffrescatori adiabatici evaporativi Art-Eco possono essere impiegati con successo. In particolare, i raffrescatori portatili, con la loro facilità di impiego e la loro convenienza economica, vengono utilizzati anche per ridurre la temperatura di luoghi di culto, di spettacolo e fiere dove i tassi di ricambio dell’aria consigliati sono di certo inferiori rispetto a quelli dei reparti produttivi di un’azienda, attestandosi intorno ai 10-15 cicli all’ora, ma richiedono comunque l’impiego della ventilazione forzata.

Abbiamo sempre saputo che cambiare frequentemente l’aria di qualsiasi ambiente è una cosa positiva, ma ora precisi studi epidemiologici indicano che mantenere un elevato tasso di ricambio d’aria riduce il rischio di diffusione di infezioni virali come il Covid-19. Per questo motivo, installare un impianto di raffrescatori evaporativi adiabatici Art-Eco è una soluzione ancora più importante, se non decisiva per garantire benessere e salute in qualsiasi ambiente di lavoro o di aggregazione.

Tasso ricambio aria
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